Chiuso il “Calcetto Paradiso” per colpa degli spogliatoi, il popolo degli sportivi si mobilita su Facebook

Calcetto-paradiso

META. “Il calcetto Paradiso non ha santi in Paradiso” un gioco di parole per chiarire la triste vicenda capitata ieri ai responsabili del campo sportivo di Meta. Un campetto all’avanguardia che da qualche anno stava riscuotendo tantissimo successo tra i più giovani: partite e tornei, ma sopratutto sport e amicizia hanno caratterizzato l’attività di questo impianto sportivo immerso nel verde.

 

In realtà il campo esiste da oltre 40 anni. La struttura, infatti, si trova in un terreno privato dove da sempre i ragazzi vanno a giocare ed a divertirsi. Negli ultimi anni però i proprietari avevano deciso di rendere l’impianto pubblico, per permettere a tutti di potervi giocare. Ecco il post pubblicato ieri sulla pagina Facebook del Calcetto Paradiso: “La motivazione che ci ha costretto a chiudere riguarda gli spogliatoi, che nonostante esistessero da oltre quarant’anni, come abbiamo dimostrato con foto e testimonianze dell’epoca, vengono contestati per un diverso utilizzo degli stessi (prima si spogliavano i coloni). Per tale motivazione bloccano un’attività dedicata allo sport e al divertimento dei ragazzi. Da quarant’anni utilizzavamo a uso privato il campetto e gli spogliatoi, di nostra proprietà, come molti di voi sanno. Ora che abbiamo avviato un’attività, senza costruire un centimetro quadrato aggiuntivo, evidentemente abbiamo dato fastidio a qualcuno. Il paradosso è che la nostra area si trova in una zona in cui il Piano Regolatore prevede verde attrezzato. Ci siamo dedicati con passione a questa attività, organizzando sfide, tornei, premiazioni sempre all’insegna dell’amicizia e del rispetto di tutti. Ovviamente faremo di tutto affinché il Calcetto Paradiso riapra al più presto per accogliere i nostri amici. Ciao a tutti”.

Inutile sottolineare che il popolo della rete ha subito dimostrato vicinanza ai proprietari della struttura, persone che come sottolineato tutti: “Badano poco al guadagno, e tanto al desiderio di poter offrire un posto dove praticare sport stando insieme”. Una brutta pagina per Meta e per lo sport che ci auguriamo venga risolta il prima possibile.

RIPRODUZIONE RISERVATA