Chiede video hot via web, allarme pedofilia in costiera

polizia-pedofilo-facebook

SORRENTO. Un profilo Facebook come quello di quasi tutti i ragazzini, con quasi 600 amici di età compresa tra i  13 ed i 16 anni. Ma si è capito che qualcosa non quadrava quando ha cominciato a chattare con due bambini, rivolgendo loro richieste hot. Una vicenda che ha fatto scattare la denuncia dei genitori. Tocca ora alla polizia dare un volto e un nome al pedofilo che negli ultimi tempi, ha provocato il panico in molte famiglie di Sorrento e dintorni.

La ricostruzione dei fatti si riferisce allo scorso fine settimana, quando un certo Matteo Parisi ha contattato un bambino di dieci anni tramite il popolare social. La conversazione tra i due è andata avanti fino a quando il piccolo non si è visto rivolgere una richiesta-choc: “Siediti, stendi le gambe, inquadra i pantaloni. Con questo gioco puoi vincere soldi”. Frasi alle quali hanno fatto seguito diversi tentativi di videochiamata.

A quel punto la piccola vittima ha interrotto la conversazione e ha raccontato tutto alla mamma ed al papà. E lo stesso ha fatto un secondo bambino. Al momento, però, solo una coppia di genitori ha segnalato l’accaduto al commissariato di Sorrento allegando alla denuncia gli screen-shot delle conversazioni tra il figlio e il pedofilo.

Un episodio inquietante che potrebbe non essere un caso isolato in penisola sorrentina. Nelle ultime ore infatti, tra le famiglie di molti bambini della zona è scattato il passa parola via internet: “Il fatto è grave. Se anche i figli di altre persone hanno avuto conversazioni hard col pedofilo, le stampino e le portino alla polizia: dobbiamo acquisire elementi per rintracciare questo soggetto” è l’invito che gira tra i genitori.

Nel frattempo il profilo incriminato è stato disattivato, ma la polizia continua comunque a cercare il pedofilo per una vicenda che ricorda molto da vicino quella del 2015 quando un 27enne napoletano adescò tramite i social network due 13enni sorrentini, invitandoli a compiere atti sessuali da diffondere poi sul web. Ad arrestarlo con le accuse di pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico furono i carabinieri.