Centinaia di persone hanno partecipato alla cerimonia per l’addio a Giovanni Antonetti

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SORRENTO. La cattedrale cittadina gremita e tanta gente assiepata anche all’esterno. Una folla enorme si è ritrovata per dare l’estremo saluto a Giovanni Antonetti.

 

Parenti, amici, semplici conoscenti o persone che in questi anni hanno condiviso le sue battaglie. È questa la marea umana che questa mattina si è ritrovata nella principale chiesa di Sorrento.

Accanto alla bara, sormontata da una corona di fiori bianchi, c’erano i genitori del giovane avvocato, Giancarlo e Rosaria, il fratello Renato e la fidanzata, Stefania, l’amore della sua vita e con la quale Giovanni sarebbe convolato a nozze il mese prossimo. Ma c’erano anche tantissimi giovani che conoscevano Giò Gio da una vita.

Toccanti le parole pronunciate da don Carmine Giudici nel corso dell’omelia. Anche lui, che conosceva bene Giovanni, lo chiama Giò Giò. Il sacerdote ha ricordato che “partecipava sempre alla funzione domenicale delle 11: Non potevi non vederlo quando ti scrutava e, con un cenno della testa o con un incrocio di sguardi, condivideva il tuo pensiero”.

Don Carmine si è anche soffermato sul ruolo che Giovanni Antonetti rivestiva: Baluardo della legalità e punto di riferimento per chi si sentiva vittima di soprusi.

“Giò Giò – ha detto il parroco – ha scelto di accantonare la tranquillità della vita quotidiana per avere uno slancio appassionato per questa terra. Ed è questo che dobbiamo ricordare di lui, l’amore per Sorrento”.

Don Carmine ha lanciato anche un monito: “Basta con il disfattismo e le polemiche irresponsabili di chi si lamenta di ciò che non va, ciascuno deve fare la sua parte per migliorare questa città”.

Proprio come faceva Giò Giò.

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