Caso Angela Celentano, appello in Messico del presidente Mattarella

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Nei giorni scorsi ha compiuto una vista ufficiale in Messico e prima di lasciare il Paese centroamericano il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha chiesto alle autorità locali il massimo impegno nelle ricerche di Celeste Ruiz, la ragazza che nel 2010 affermò di essere Angela Celentano. Dopo il premier Renzi, il ministro Orlando ed il procuratore antimafia Roberti, anche il Capo dello Stato scende in campo per la bambina scomparsa il 10 agosto di venti anni fa durante una gita sul Monte Faito.

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Nel Palacio Nacional di Città del Messico, Matterella ha incontrato il suo omologo Enrique Pena Nieto. L’obiettivo del vertice era il rafforzamento delle relazioni tra Italia e Messico, ma la discussione si è inevitabilmente spostata anche sul caso-Celentano. Dal 2010, infatti, la Procura della Repubblica di Torre Annunziata indaga sulla giovane Celeste Ruiz che, in una serie di mail inviate alla famiglia Celentano, affermò di essere Angela, di trovarsi oltreoceano e di non voler essere cercata. Un’inchiesta particolarmente complessa, durante la quale i pm oplontini hanno dovuto fare i conti con la lentezza e la superficialità con cui le forze dell’ordine messicane hanno condotto le ricerche di Celeste tra Cancùn e Acapulco.

E’ per questo che il presidente Mattarella ha voluto richiamare l’attenzione delle autorità messicane sul dramma vissuto da Catello e Maria Celentano, i genitori di Angela che da vent’anni a questa parte non hanno mai perso la speranza di riabbracciare la loro bambina scomparsa nel nulla. A quanto sembra sarebbero stati proprio i magistrati italiani a chiedere l’autorevole intervento del Capo dello Stato affinché inquirenti e investigatori messicani tengano alta l’attenzione sulla vicenda.