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Caos e disagi al Molo Beverello di Napoli per i passeggeri diretti a Sorrento ed alle isole

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Banchina stretta, modalità di attracco diverse a seconda del mezzo, gabbiotti per preparare l’imbarco angusti e poco ventilati, biglietterie fatiscenti dove anche mettersi in fila è disagevole, bagni impraticabili, mancanza di assistenza medica e di ambulanze, pensiline e panchine arrugginite, auto e moto private che circolano a ridosso delle biglietterie e costringono i passeggeri a gimcane pericolose. E poi le informazioni. In due ore passate nei pressi degli imbarchi abbiamo dovuto indicare a cinque persone che le biglietterie sono nella parte retrostante.

Caos Beverello, un elenco di disservizi che potrebbe continuare all’infinito. Il gran caldo di questi giorni, poi, fa il resto. Correre da un gate all’altro, specialmente quando si trascinano valigie, è veramente un calvario. Cominciamo col dire che al Beverello manca una centrale operativa vera e propria. Il tentativo di far funzionare il tabellone con l’indicazione del numero del gate è miseramente fallito dopo la positiva sperimentazione primaverile. Perché? Un primo nodo riguarda i mezzi utilizzati.

Nel poco spazio a disposizione, in pratica una banchina unica, attraccano monocarena, catamarani e aliscafi. Tipologie di mezzi diversi che richiedono manovre e procedure di attracco completamente diverse. Ci sono quelli che devono affiancarsi (catamarani) quelli che attraccano in andana, l’àncora a mare e poppa a terra, quelli che toccano terra di prua e restano fermi sui motori che garantiscono la spinta verso la banchina. Per i catamarani, quando le navi da crociera occupano il molo 5, praticamente resta un solo gate disponibile per attracco laterale. E allora se un mezzo sta operando quello in arrivo viene dirottato per un attracco da un’altra parte.

In queste condizioni è facile immaginare che indicare un gate diventa un esercizio inutile perché i cambiamenti improvvisi costringerebbero i viaggiatori a spostarsi da una parte all’altra velocemente. E allora le compagnie stanno cercando di alleviare i disagi con gli avvisi vocali ma che non vengono dati con molto anticipo per cui si è costretti ad aspettare nella parte centrale del molo, in modo da potersi dirigere verso l’imbarco, non appena arriva l’indicazione giusta.

Come si risolveranno questi problemi? Gli armatori hanno più volte ripetuto che solo una nuova Stazione Marittima non basta. Ma per avere un Beverello veramente funzionale bisognerà intervenire anche in mare con pontili a pettine in modo da facilitare e velocizzare gli attracchi ad ogni tipo di mezzo utilizzato. Lo stesso presidente dell’Autorità Portuale, Pietro Spirito, ha sottolineato che sono necessarie strutture anche a mare. Pali con rulli di gomma capaci di bloccare l’imbarcazione e facilitare le manovre di sbarco e imbarco. Per tutto questo, però, bisogna guardare almeno al 2021, nella speranza che tutte le procedure siamo state eseguite correttamente.

E intanto innanzitutto bisogna fronteggiare la restante parte dell’estate. Le compagnie di navigazione stanno potenziando al massimo i servizi online in modo da evitare il più possibile le code alle biglietterie. Una procedura che va messa a punto meglio perché oggi chi acquista il biglietto online deve, comunque, mostrarlo ad un lettore ottico per consentire alle biglietterie di non emettere ticket oltre la stazza. Questa procedura facilita l’utilizzo di tutti i posti a disposizione perché potrebbe verificarsi che chi ha acquistato online non si presenti all’imbarco oppure è riuscito a prendere la corsa precedente.

La nuova Stazione Marittima, comunque, dovrebbe facilitare il tutto con i varchi predisposti alla lettura, come avviene negli aeroporti. Tempi lunghi, dunque, anche perché oltre alla seconda parte dell’estate bisogna fronteggiare anche la prossima, quella del 2020, quando gli spazi diventeranno ancora più ridotti perché sarà installato il cantiere della nuova Stazione Marittima. Gli armatori da questo punto di vista sono preoccupati: se il movimento passeggeri nel Golfo è secondo al mondo solo a quello della baia di Hong Kong, è evidente che ci vogliono spazi ampi per fronteggiare la situazione.

di Antonino Pane da Il Mattino