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Bonus vacanze a rischio flop: Solo il 30% delle strutture lo accetta

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Solo un albergo su due, di quelli attualmente in funzione, accetta il bonus vacanze. Se si prendono in considerazione anche le attività extralberghiere come camping, agriturismi e bed & breakfast, il dato di quelli che non vogliono il voucher  si attesta attorno al 30 per cento. Un altro dato importante: al Sud è più difficile ottenere lo sconto. Nel frattempo la corsa all’incentivo rallenta. Nelle ultime ventiquattr’ore hanno richiesto il bonus solo 30mila famiglie. Prenotato appena il 10 per cento delle risorse messe in campo per sostenere il turismo in questa fase. Ma a conti fatti l’incentivo finora è stato effettivamente speso solo dal 3 per cento dei nuclei (con un Isee entro 40 mila euro) che lo hanno ottenuto.

Non aiutano le strategie utilizzate da alcuni albergatori: c’è chi pratica tariffe differenziate nei confronti degli ospiti che hanno diritto al sostegno e chi non accetta il bonus vacanze nel mese di agosto. Risultato? La misura vale 2,1 miliardi di euro, di cui di questo passo la metà potrebbe rimanere in cassaforte e fare tesoretto. Il ministero dei Beni e delle attività culturali e del Turismo però ostenta sicurezza e conta su una crescita progressiva della platea dei beneficiari da qui al 31 dicembre, data di scadenza dell’incentivo.

Nel suo primo giorno il bonus vacanze ha ottenuto quasi 150mila richieste, per un valore economico complessivo pari a circa 70 milioni di euro. Dopo 72 ore ammontavano a 225mila le famiglie che ne avevano fatto domanda, per un controvalore di 100 milioni di euro, mentre appena in 1.500 lo avevano già speso. Poi la frenata. Rispetto a lunedì, quando le richieste avevano toccato quota 350mila, il numero delle domande è aumentato del 10 per cento, ovvero di 30mila unità: 380.142 voucher erogati, per un controvalore di 173 milioni di euro.

Il che significa che è stato prenotato, nella prima settimana di vita dell’incentivo, un dieci per cento scarso delle risorse stanziate dal governo per finanziare la misura. Di questi 380mila sconti autorizzati ne sono stati spesi appena il 3 per cento, ovvero 11mila. Numeri che lasciano intravedere all’orizzonte un flop ampiamente annunciato soprattutto dagli addetti ai lavori.

Per l’Unione nazionale consumatori una struttura ricettiva su tre (considerati pure i campeggi) non accoglie l’incentivo. “Un terzo delle strutture dichiara di non accettare il bonus. Capiamo i problemi di liquidità, il limite del provvedimento consisteva nel chiedere agli albergatori già in difficoltà di rinunciare a incassare subito i soldi, ma è una percentuale assurda, specie se si considera che non c’è il tutto esaurito nelle località di villeggiatura. Dopo una buona partenza il bonus vacanze sembra essersi affossato”, spiega il presidente dell’associazione Massimiliano Dona.

Ma come trovare gli hotel che accettano il voucher? “Sul sito italyhotels.it, portale di Federalberghi, risultano essere oltre mille le strutture ricettive che accettano il bonus vacanze. La regione con il numero più alto di strutture disponibili è l’Emilia Romagna, con più di 230 hotel”, indicano gli esperti di World Capital, società di consulenza immobiliare.

Intanto nelle prossime ore sul sito del ministero sarà attivata una pagina per rispondere alle segnalazioni delle persone che riscontrano difficoltà nello spendere il bonus. L’incentivo ha la forma di un codice Qr da presentare alle strutture che aderiscono all’iniziativa. Le famiglie con un Isee sotto i 40mila euro possono chiedere uno sconto da 500 euro se il nucleo è composto da almeno 3 persone. Il voucher vale 300 euro per le famiglie con 2 persone e arriva a 150 euro per i single.