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Aumenti nella bolletta elettrica per recuperare gli insoluti, ecco la verità

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Il caso della socializzazione delle bollette elettriche, come è stato ribattezzato, finirà davanti al Tar. A portarcelo sarà il Codacons. Ma per capire bene questa storia, bisogna districarsi tra alcune fake news e qualche mezza verità. Partiamo dalla fine. Nei giorni scorsi via Whatsapp diverse persone hanno ricevuto un messaggio che le avvisava che nella prossima bolletta si sarebbero viste caricare 35 euro in più per saldare i conti degli italiani morosi. Notizia falsa.

Ma che è potuta diventare virale perché, da qualche giorno, alcuni giornali e siti internet hanno riportato i contenuti di una delibera dell’Authority dell’Energia, la numero 50 del 2018, la cui conseguenza sarebbe quella di caricare circa 200 milioni di euro di oneri di sistema non versati sulle bollette di tutti gli italiani. Notizia, questa, vera, ma male interpretata da molti. I morosi non sono infatti gli utenti che non pagano le bollette, bensì le società che vendono elettricità che, finite in crisi, non li hanno versati.

In realtà ci sarebbe un solo caso rilevante, e diversi casi minori di società morose. Buona parte dei 200 milioni che saranno caricati sulle bollette, dipendono dalla crisi della società Gala, che fa capo al presidente degli industriali di Roma, Filippo Tortoriello, la quale si è aggiudicata diversi lotti delle gare Consip per fornire energia elettrica alla pubblica amministrazione.

Il pasticcio, in realtà, è stato creato da quegli stessi giudici amministrativi che, adesso, il Codacons vorrebbe chiamare in causa per risolverlo. La natura degli oneri di sistema è quella di una tassa. Una maxi voce della bolletta che comprende diverse cose, ma la principale sono gli incentivi pubblici alle rinnovabili. Il meccanismo di riscossione di questa imposta è la bolletta elettrica. L’Authority riteneva che, in caso di mancato versamento, a pagare dovessero essere le società che vendono energia ai clienti finali. I giudici hanno stabilito, invece, che l’unico titolare di questa imposta è il cliente finale. Insomma, se una società fallisce, gli insoluti per la tassa oneri di sistema si scaricano sul resto degli utenti.

Dunque sulle bollette degli italiani verranno caricati nei prossimi mesi i 200 milioni di euro non versati da Gala e dalle altre società che sono finite in crisi. Di quanto sarà l’aggravio? Secondo il direttore della divisione energia dell’Autorità, Clara Poletti, si può “stimare un aumento su base annua di 2 euro o 2,20 euro”. L’Autorità, ha ribadito Poletti, “è dovuta intervenire a seguito di decisioni della giustizia amministrativa, per correggere il sistema di riscossione” degli oneri di sistema.