Asilo nido, bimbo malato senza assistenza: I genitori portano l’istituto in Tribunale

Muni

SANT’AGNELLO. Una vicenda brutta, che ha inizio nel settembre 2011, quando i coniugi Somma, Mariano e Concetta, iscrivono il proprio figlio alla scuola dell’infanzia “Gemelli” di Sant’Agnello, richiedendo l’assegnazione di un’assistente per il bimbo, affetto dal morbo di Perthes.

 

Una patologia che obbliga il piccolo a indossare un tutore che lo limita nei movimenti. All’inizio tutto bene, il bimbo si era integrato bene con i compagni e sembrava che non ci fossero problemi. Poi dopo qualche mese l’istituto comunica ai genitori che il piccolo non può frequentare la propria classe durante l’orario pomeridiano, per motivi non chiari.

I genitori non possono fare altro che andare a prendere il figlio a scuola ogni giorno alle 12.15, senza dunque la possibilità di frequentare la mensa per il pranzo, nonostante i buono pasti fossero già stati pagati al momento dell’iscrizione.

A fine anno i genitori del piccolo, assistiti dal proprio legale, decidono di trasmettere una nota sia all’istituto scolastico che all’ente comunale in cui pretendono spiegazioni sull’intera faccenda. La dirigente della scuola, Maria Pagano, fa sapere che “è stato comunicato alla scuola che il Comune di Sant’Agnello non fornisce il servizio di assistentato materiale”.

A questo punto la famiglia decide di trasferire il bimbo in una scuola di Sorrento, con un aumento di spese e disagi. Un cambiamento che genera nel piccolo un trauma psico-relazionale, si legge nella citazione dell’avvocato Fiodo.

A Sorrento le cose funzionano bene, per fortuna. La famiglia Somma decide a questo punto di trascinare in tribunale il Comune di Sant’Agnello che, stando al Decreto del Presidente della Repubblica 616 del 1977, attribuisce agli enti comunali le funzioni amministrative relative all’assistenza scolastica.

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