Approda in Parlamento l’allarme sociale sul gioco d’azzardo

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Con una interrogazione al ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, il senatore Raffaele Lauro, ha chiesto di conoscere il numero delle sale da gioco, autorizzate dalle Amministrazioni Comunali, operanti attualmente sui territori dei Comuni di Sorrento, Massa Lubrense, Sant’Agnello, Piano di Sorrento, Meta, Vico Equense, Capri ed Anacapri. Un decalogo lungo ed articolato, quello elaborato dall’esponente del Pdl, finalizzato alla pianificazione di un vero e proprio censimento, attraverso una mappa particolareggiata della dislocazione logistica delle sale da gioco, rispetto ai centri abitati e rispetto a luoghi particolarmente sensibili, come istituti scolastici e chiese.

Il poker

L’allarme sulla proliferazione di nuove attività era stato rilanciato nei giorni scorsi proprio sulla scia dell’apertura di una sala giochi nei pressi della Scuola primaria di Sant’Agata sui due Golfi. «All’atto della presentazione delle interpellanza consiliare – spiega il consigliere comunale di minoranza, Vincenzo Carratù Carratù – ho subito inviato una accorata lettera al senatore Lauro, chiedendogli un suo autorevole interessamento. Lo ringrazio per quanto ha fatto e per quanto vorrà ancora fare contro il “gioco d’azzardo legalizzato”. Lo faccio pur non essendo iscritto o simpatizzante del suo partito di appartenenza, ma per stima verso un uomo delle istituzioni che sta combattendo una battaglia di civiltà contro il gioco d’azzardo, autentica piaga sociale del nostro tempo per le nostre zone e non solo».

L’iniziativa del senatore Lauro, infatti, è finalizzata anche alla prevenzione di possibili infiltrazioni della criminalità organizzata per il riciclaggio di capitali illeciti. Nell’interrogazione si chiede di conoscere la titolarità delle singole licenze, autorizzazioni o concessioni. Focus anche sul numero delle domande, per ciascun comune, non ancora evase, i regolamenti adottati dai singoli comuni, se adottati, finalizzati alla disciplina dell’esercizio dell’attività nelle sale da gioco, con particolare riferimento all’ordine pubblico, alla tutela dei minori e dei ludopatici, nonché all’indotto criminogeno (spaccio stupefacenti, usura). Ancora i dispositivi di sicurezza, finora adottati dalle forze di polizia locali, le inchieste della magistratura, non coperte da segreto istruttorio, che abbiano finora interessato titolari delle licenze di sale da gioco. Infine, il senatore del Pdl ha chiesto di conoscere se è stato finora attivato, ai fini preventivi, un monitoraggio antimafia sulla penisola sorrentina, in relazione anche alla proliferazione delle sale da gioco, da parte della Dia e della Dda, territorialmente competenti.