Appello di un devoto al rettore della basilica di Sant’Antonino

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SORRENTO. E’ nostra prassi non pubblicare lettere anonime, in questo caso, però, abbiamo deciso di fare un’eccezione. La problematica trattata dal lettore, infatti, esposta senza toni polemici, potrebbe essere comune a molte altre persone.

Di seguito il testo integrale della lettera giunta alla nostra redazione, con l’appello che speriamo venga accolto:

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Gentile Direttore, affido a SorrentoPress questa lettera pubblica a don Luigi Di Prisco, rettore della Basilica di Sant’Antonino. Come vedrà non la firmo, non per conservare l’anonimato, ma solo per sfuggire ad ogni tentazione di protagonismo.
Grazie e buon lavoro.

Pregiatissimo don Luigi, sono un fedele di Sant’Antonino e per l’età raggiunta, con sempre maggiore fatica raggiungo la Cripta del Nostro Santo Patrono per affidare a lui le mie preghiere. Purtroppo agli scalini così alti so che non si può porre rimedio (la storia vuole che la nostra Basilica resti com’è e penso sia giusto che la Soprintendenza difenda la sua integrità). Detto questo vorrei, però, suggerire alcuni piccoli interventi che potrebbero aiutare quanti, come me, hanno superato da tempo la mezza età e nonostante tutto riescono ancora a raggiungere il piano inferiore della Basilica. Mi riferisco, ad esempio, alle preghiere poste ai piedi di Sant’Antonino. Un leggio minuscolo con pergamene che riportano caratteri di stampa piccoli e illeggibili. La stessa postazione, poi, non è per nulla illuminata, il che aggrava ulteriormente le difficoltà della lettura. Insomma caro don Luigi, la visita a Sant’Antonino e la lettura delle preghiere sembra un vero e proprio percorso ad ostacoli per chi non ha più vent’anni.
Sicuro che qualcosa farete, Vi invio i miei più cordiali saluti.

Un Fedele

Sorrento, 1 giugno 2014