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Appalto refezione scolastica a Sorrento, indaga la Procura

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SORRENTO. La Procura della Repubblica di Torre Annunziata apre un fascicolo sull’appalto per la refezione scolastica. Anche se al momento non risultano indagati, si teme una nuova bufera giudiziaria sul Comune di Sorrento dopo le inchieste su scuolabus, stabilimenti balneari e parcheggi interrati. Il reato ipotizzato dai magistrati oplontini è la turbativa d’asta in merito all’affidamento del servizio alla cooperativa Prisma di Meta per il triennio 2017-2020.

L’inchiesta è stata avviata in seguito all’esposto presentato dalla Slem, ditta di Piano di Sorrento che si è piazzata la secondo posto nella gara. Denuncia nella quale si evidenziano alcuni aspetti dubbi nel bando pubblicato dagli uffici comunali di Sorrento nel settembre del 2016. Ad esempio uno dei requisiti da soddisfare dai partecipanti era un’esperienza al servizio della Pubblica Amministrazione di soli due anni, nonostante l’appalto avesse durata triennale e un valore di un milione e 600mila euro.

Perplessità anche sul criterio di assegnazione dei punteggi. Prisma, infatti, si è aggiudicata la gara proponendo un ribasso dell’1,5 per cento pari ad un risparmio per il Comune di soli 24mila euro sulla base d’asta. La Slem, invece, aveva offerto un calo del 17,1 per cento che avrebbe garantito un minore esborso di 285mila euro. Tenendo conto delle offerte economiche, infatti, la Slem aveva totalizzato venti punti e la Prisma 16,71. Alla fine, però, a ribaltare le sorti della gara sono state le proposte tecniche: quella della Slem valutata 65,33 punti, mentre quella della Prisma è arrivata ad 80.

Così quest’ultima si è vista assegnare l’appalto per la refezione scolastica per il triennio 2017-2020. Ora la procedura, gestita dalla Centrale unica di committenza della penisola sorrentina di cui Sorrento è capofila, è nel mirino della Procura. Al momento si spulciano i documenti poi si deciderà se procedere o archiviare l’inchiesta.