Antonetti, la penisola “senza parole”

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SORRENTO. Un risveglio nell’incredulità. In penisola non si parla d’altro, la notizia della scomparsa dell’avvocato Giovanni Antonetti ha sconvolto tutti.

 

Il suo impegno in politica era ben noto ai cittadini della costiera sorrentina, come le sue battaglie combattute a suon di comunicati e dichiarazioni. “Giò Giò” per gli amici, era un figlio di questa terra, che tutti conoscevano. Alto, forte, capelli ricci e occhi azzurri, sempre con il suo completo scuro, e quell’aria di chi non ci sta a restare in silenzio.

Il riuscire a dare una spiegazione ad un gesto simile è impossibile: Antonetti era a bordo del treno diretto a Napoli, una rissa alla stazione di Seiano rallenta la partenza del treno. Stava parlando al telefono con fare acceso, poi quel salto nel vuoto e nulla più. La delusione per non aver superato l’esame da notaio potrebbe essere la motivazione che ha spinto il giovane politico a farla finita. Una persona fisicamente enorme e forse infinitamente fragile, che in un caldo pomeriggio di maggio ha deciso di salutare tutti, lasciando un’infinita tristezza nei nostri cuori.

Il 22 giugno si sarebbe dovuto sposare con la sua Stefania, la bella ragazza di Marina Grande che negli ultimi anni era sempre accanto a lui. Anche questo fattore aumenta l’incertezza su un gesto simile.

Queste che seguono sono le belle parole del Senatore, Raffaele Lauro:

“La tragica scomparsa di Giovanni Antonetti mi ha profondamente sconvolto, lacerato e addolorato. Commosso nell’animo, mi stringo, in quest’ora drammatica, con un abbraccio fraterno e solidale, ai genitori, alla famiglia tutta, al partito dell’Idv, agli amici e a quanti lo hanno amato, stimato ed apprezzato, per lo straordinario e rigoroso impegno, morale, politico e civico, al servizio della Penisola Sorrentina. L’amore, limpido, – prosegue Raffaele Lauro – forte ed intransigente, che portava alla nostra Città, e le continue, coerenti e coraggiose battaglie, per l’affermazione della legalità, della trasparenza e della giustizia, a tutela del futuro, civile ed economico, della nostra terra, resteranno tra le pagine più belle ed indimenticabili della storia di Sorrento, scritte da un figlio di Sorrento, che ha speso, con ammirevole generosità, la sua giovane vita per gli altri. Prego, nel cordoglio cristiano, affinché il Signore Iddio lo accolga nella sua misericordia, senza confini, nel suo amore, senza limiti, e nella luce della sua eternità, senza tempo”.

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