Ancora problemi per i proprietari de La Pignatella, questa volta a causa di abusi edilizi e reperti archeologici

LaPignatella

SORRENTO. Si aggiunge un nuovo capitolo all’interminabile telenovela che vede contrapporsi l’amministrazione comunale ed i proprietari del fondo de La Pignatella, di Marina di Puolo.

Dopo le ordinanze che imponevano lo stop all’attività di parcheggio svolta nell’area, i ricorsi, il sequestro e la mancata convalida da parte del gip del Tribunale di Torre Annunziata, ora, quando ormai la questione sembrava chiusa, arriva l’ennesimo colpo di scena.

Nei giorni scorsi, infatti, il dirigente dell’ufficio tecnico comunale, Alfonso Donadio, ha emesso nei confronti di Francesco Pollio e Maria Saveria Gargiulo, proprietari del terreno, un provvedimento per la demolizione ed il ripristino dello stato dei luoghi. Ingiunzione che nasce da due sopralluoghi effettuati dalla polizia municipale e da personale dello stesso ufficio tecnico nel mese di ottobre dell’anno scorso.

In quelle occasioni furono individuate alcune opere abusive.

I rilievi evidenziarono la trasformazione di una baracca preesistente in una struttura adibita a servizi igienico-sanitari costituita da due locali wc ed un antibagno con lavabo della superficie di circa 7,5 metri quadrati. Inoltre venne riscontrata l’esecuzione di uno scavo per la realizzazione e la posa delle tubazioni di adduzione, eseguito in una zona archeologica, con l’installazione di un serbatoio in pvc per la raccolta dei reflui e l’edificazione di una baracca ampia poco più di 30 metri quadri con struttura in legno e incannucciato e con copertura in lamiere zincate.

Ma il punto più rilevante della relazione elaborata dopo le verifiche è quello che si riferisce all’utilizzo del suolo agricolo per l’attività di parcheggio di autoveicoli e motoveicoli, con cambio di destinazione d’uso di un’area ricadente in zona F9 del vigente Piano regolatore generale, considerata “Parco Speciale” in quanto a rilevanza archeologica.

In sostanza il nuovo divieto ad esercitare l’attività di parcheggio è legato non alla mancanza di autorizzazioni o al cambio di destinazione d’uso di un suolo agricolo, come veniva richiamato nei precedenti dispositivi, ma perché il fondo ricade in una zona dove sarebbero presenti reperti storici.

Nei giorni scorsi, quindi, è stato emesso il provvedimento per la demolizione ed il ripristino dello stato dei luoghi. I proprietari hanno 90 giorni di tempo per ottemperare, altrimenti il Comune provvederà all’acquisizione delle aree al patrimonio pubblico.

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