Al Capo di Sorrento nasce la fondazione per la famiglia “Roberto e Giuseppina Persico”

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SORRENTO. Garantire un contributo concreto per la coesione dei nuclei familiari in difficoltà. È questo l’obiettivo che ha portato alla nascita della “Fondazione Roberto e Giuseppina Persico”.

 

Si tratta del primo sodalizio con finalità sociali sotto forma di fondazione che vede la luce a Sorrento e che ha ottenuto un doppio riconoscimento, sia civilistico – con l’atto costitutivo sottoscritto davanti al notaio Giancarlo Iaccarino -, che canonico – grazie al decreto rilasciato dall’arcivescovo Francesco Alfano -.

L’iniziativa è di monsignor Antonino Persico, parroco del Capo di Sorrento e da sempre attento conoscitore delle problematiche familiari, avendo ricoperto per anni il ruolo di giudice del Tribunale ecclesiastico regionale campano che tratta delle cause di nullità matrimoniale. Ora per preservare quella che viene ancora considerata come il fulcro della società, ossia la famiglia, ha deciso di istituire la fondazione e di intitolarla ai propri genitori.

Tra i promotori anche i tre fratelli di don Antonino, Elisa, suor Floriana (al secolo Gilda) ed Attanasio. Ciò proprio allo scopo di sottolineare l’importanza dell’unione in ambito familiare, secondo le indicazioni e gli insegnamenti dei genitori, Roberto e Giuseppina, capaci di mettere al mondo 14 figli e tenere sempre vivo il loro rapporto, nonostante le difficoltà nel gestire una famiglia così numerosa a cavallo dei due conflitti mondiali del secolo scorso.

La fondazione, dunque, ha come finalità principale quella di offrire assistenza alle coppie in difficoltà, ma anche alle madri nubili ed ai padri single, sia dal punto di vista morale, che materiale.

“L’ente – sottolinea monsignor Persico – dovrà essere un punto di riferimento per quanti attraversano momenti complicati nel rapporto di coppia”.

La “Fondazione Roberto e Giuseppina Persico”, inoltre, nasce anche con un altro scopo: gestire e rendere fruibili le due biblioteche presenti nel centro pastorale del Capo di Sorrento.

Si tratta della raccolta di volumi “Libia Cuomo” e di quella “Don Giuseppe Esposito”. Alcune migliaia di testi, tra i quali anche alcune edizioni rare ed antiche, che necessitano di particolari cure per essere preservati e custoditi.

Nella gestione della fondazione sono coinvolti anche gli enti locali. Nel cda, infatti, sono presenti anche due rappresentanti dei Comuni di Sorrento e Massa Lubrense.

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