Aiello presidente Fedarlinea: “Governo sostenga l’assunzione di marittimi italiani”

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Raffaele Aiello, napoletano, nuovo presidente della federazione degli armatori nata in seno a Confcommercio, inizia la sua gestione con un messaggio chiaro e forte al governo: “Non è più possibile premiare con sgravi armatori che imbarcano equipaggi composti al 98% da lavoratori stranieri. Gli incentivi devono favorire l’occupazione italiana e, soprattutto, devono tornare allo spirito originario, quello di aiutare le compagnie che assicurano collegamenti stabili anche entro le cento miglia. Sono queste infatti che utilizzano il cento per cento personale italiano”.

Aiello è oltremodo deciso. “Il governo ci deve ascoltare se vuole evitare sprechi e favorire veramente l’occupazione”. Sa di avere il coltello dalla parte del manico: in Fedarlinea sono confluiti quasi tutti i più grandi gruppi del cabotaggio marittimo. Dalle società del gruppo Aponte a quelle del gruppo Onorato: Snav, Tirrenia, Moby, Toremar, Caremar, Siremar, Laziomar, Medmar, Alilauro, Navigazione Libera del Golfo, Delcomar. Insomma tutte le compagnie che gestiscono anche i collegamenti del Golfo insieme a quelle che si muovono sulle autostrade del mare.

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Con Raffaele Aiello, amministratore delegato di Snav, nominato al timone dell’associazione, ci sono i vice-presidenti Vincenzo Onorato, armatore di Moby, Tirrenia e Toremar, e Giuseppe Savarese, direttore generale di Moby, e gli altri componenti del consiglio direttivo, Salvatore Lauro, presidente di Alilauro, e Emanuele D’Abundo, presidente di Laziomar. Pasquale Russo, invece, è stato nominato direttore generale.

La nuova Fedarlinea, consapevole del ruolo fondamentale che le compagnie di cabotaggio rivestono oggi per lo sviluppo del Paese, si dichiara pronta a raccogliere la sfida di una forte azione a supporto di una politica di valorizzazione di un comparto che impiega più di 20mila addetti italiani. Fra i temi caldi sottolineati da Aiello e da Onorato figura la politica degli incentivi, per la quale l’associazione chiede che si torni al loro spirito originario, ovvero che le agevolazioni premino effettivamente ed esclusivamente le compagnie che salvaguardano e incrementano l’occupazione dei marittimi europei, e in particolare degli italiani.

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“Appare altrettanto indispensabile – sottolinea Aiello – un riequilibrio degli aiuti a vantaggio delle compagnie operanti nel cabotaggio con le isole minori pesantemente penalizzate negli ultimi anni dall’esclusione degli sgravi contributivi sul personale e dalla modifica del regime Iva con conseguenti perdite per milioni di euro a discapito delle imprese che garantiscono un servizio di pubblica utilità”.

Ma Aiello va anche oltre. “Oggi gli incentivi finiscono per favorire aziende che imbarcano lavoratori extracomunitari fino al 98%. Un paradosso assurdo. Lo spirito iniziale di queste agevolazioni fiscali nasceva unicamente per favorire la bandiera italiana e l’occupazione dei nostri marittimi. È su questa linea che bisogna tornare. Siamo pronti a fornire al governo cifre, dati, tutto quanto necessario. Siamo in una situazione intollerabile e chiediamo una immediata inversione di rotta”.

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Un altro fronte aperto da Fedarlinea è quello della preparazione degli allievi ufficiali e del personale di bordo a sostenere gli esami per le abilitazioni. “Non si può più tollerare – spiega Aiello – che i nostri giovani per la loro formazione devono recarsi in altre regioni. I nostri Istituti nautici sono il fiore all’occhiello della marineria italiana. Ora dobbiamo andare oltre, pensare alla formazione dei quadri. Il nostro progetto è partito. In ambito Fedarlinea stiamo creando una società che si occuperà della formazione dei marittimi. E per questo ringrazio Gianluigi Aponte che ci ha già messo a disposizione i simulatori di manovra più moderni d’Europa che si trovano al Club House Msc di Sant’Agnello. Vogliamo guardare avanti: i giovani ufficiali devono conoscere perfettamente almeno tre lingue, inglese, francese e spagnolo. Corsi finalizzati all’occupazione immediata. Utilizzeremo, infatti, le flotte associate come palestre per la formazione pratica. Possiamo farcela, dobbiamo farcela. I nostri giovani vanno aiutati ad entrare nel mondo del lavoro, la tradizione marinara della nostra terra, l’80% dei marittimi italiani sono del Sud, deve continuare. Noi faremo la nostra parte”.