Adesca ragazzini sulla spiaggia di Meta, denunciato

alimuri

META. Ha attirato tre ragazzini che facevano il bagno con il pretesto di insegnare loro a tuffarsi, ma giunti alle spalle della scogliera avrebbe mostrato loro le parti intime e pronunciato frasi oscene. Questo ha portato alla denuncia a piede libero per un 50enne disoccupato di Sorrento, che ora dovrà rispoindere di adescamento di minori.

È il pomeriggio di lunedì scorso quando l’uomo, che risulta incensurato, avvista tre ragazzini di 14, 13 e 8 anni sulla spiaggia di Alimuri. Due di essi sono fratelli. Con loro ci sono la madre e un amichetto con il quale vanno al mare e giocano quasi tutti i giorni. Approfittando di un attimo di distrazione della donna, il 50enne avvicina i ragazzini e li invita a seguirlo. Dove? Dietro il Cavaliere, lo scoglio che si staglia nello specchio d’acqua a pochi passi dalla conca che fino a otto mesi fa ospitava l’ecomostro di Alimuri.

“Venite, vi insegno come fare i tuffi”, avrebbe detto ai ragazzini. Non sa che sulle sue tracce ci sono già i carabinieri della stazione di Piano di Sorrento, allertati nei giorni precedenti da alcuni bagnanti. Da più di una settimana, infatti, l’uomo ha cominciato a frequentare la spiaggia di Alimuri e a tuffarsi dagli scogli per attirare l’attenzione di bambini e adolescenti: una circostanza che non è passata inosservata a un gruppo di bagnanti che ogni giorno si ritrovano in spiaggia e che hanno segnalato il caso alle forze dell’ordine.

L’intervento dei carabinieri è quanto mai tempestivo: i militari ordinano all’uomo, nascosto tra gli scogli nei pressi del Cavaliere, di uscire dall’acqua. I tre ragazzini vengono riaccompagnati dai genitori. Non prima, però, di essere ascoltati dagli uomini dell’Arma.

Il loro racconto è agghiacciante: dopo averli attirati col pretesto dei tuffi, il 50enne avrebbe mostrato loro le parti intime sott’acqua e formulato proposte oscene. Per l’uomo scatta immediatamente la denuncia alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata con l’accusa di adescamento di minorenni.

La spiaggia di Meta si conferma un luogo a rischio per bambini e adolescenti. Già alla fine della scorsa estate, infatti, un 70enne pensionato di Piano di Sorrento venne arrestato con l’accusa di pedofilia. Rinviato a giudizio a febbraio scorso, l’uomo è ora sotto processo con l’accusa di aver molestato una bambina di sette anni che giocava sull’arenile. Prima ancora, nell’agosto 2010, in manette era finito un 37enne di Catania, accusato di aver compiuto atti sessuali sulla spiaggia davanti a due ragazzini di 15 e 16 anni dopo averli attirati con il pretesto di proteggerli da una gang di ladri.