Abbattuti gli alberi nei pressi dell’ospedale di Sorrento, denuncia del Wwf

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

SORRENTO. Gli ambientalisti del Wwf penisola sorrentina si scagliano contro le istituzioni per l’abbattimento di alcuni alberi avvenuto oggi nei pressi dell’ospedale Santa Maria della Misericordia. Di seguito il comunicato dagli attivisti dell’associazione ambientalista.

Pur vegetando nei pressi dell’ospedale godeva di ottima salute, ma forse il destino della Fitolacca gigante era già segnato: posta tra la camera mortuaria ed una falegnameria ha trovato la morte, per mano dell’uomo, ed è stata trasformata in tonnellate di legname. Stessa sorte è toccata a tutti gli altri alberi dell’area.

La robusta e nodosa Fitolacca svolgeva una molteplicità di funzioni i cui benefici erano di carattere ambientale, sociale, salutistico ed economico. Essa vegetava da oltre un secolo nei pressi dell’Ospedale Santa Maria la Misericordia di Sorrento, assieme ad altri alberi sempreverdi, contribuendo a purificare l’aria, dall’inquinamento atmosferico da gas di scarico e particelle dannose alla salute, ed a schermare le finestre delle stanze dell’ospedale dallo smog e dai rumori del traffico caotico, dando anche un importante apporto psicologico con la sua verde e folta chioma alla degenza dei pazienti del nosocomio sorrentino.

alberi-ospedale

Oltre all’indubbio valore estetico e paesaggistico, ed al ruolo fondamentale che la pianta in questione investiva in ambito urbano, il suo valore economico era inestimabile: per fare un esempio la American Forestry Association ha valutato in circa 57mila dollari il valore globale di un albero urbano di appena 50 anni. Per la sua mole e la strategica posizione (ammirabile da via degli Aranci, da via del Mare e da diverse prospettive) costituiva senza ombra di dubbio un elemento indiscutibile del paesaggio e della geografia dei luoghi, ed era stata inserita a ragione dal Wwf, nell’anno 2000, nel censimento dei Grandi Alberi della penisola sorrentina in quanto testimoni del passare del tempo, della storia e delle vicende umane.

Gli interventi di disboscamento operati nel sito hanno interessato la totalità degli esemplari arborei, tra cui un alto Cedro del Libano, due conifere, un lauro e due secolari e robusti lecci.

La fitolacca era già stata sottoposta a violente e scempiose potature, nel febbraio e nel maggio scorso, nonostante fosse vietato dal regolamento arboreo in vigore nel comune di Sorrento, con tagli assolutamente eccessivi ed equivalenti ad amputazioni della struttura arborea.
È ormai scientificamente assodato come le cosiddette “capitozzature” e le potature radicali oltre ad essere decisamente antiestetiche risultino dannose per lo stesso sviluppo delle piante. Ciò nonostante la pianta aveva mostrato un grosso vigore vegetativo ed enormi capacità di ripresa. Ma tutto ciò lo si è tranquillamente ignorato dal momento che si è “concesso” di eliminare la pianta assieme agli altri esemplari arborei.

Un vero è proprio disboscamento urbano effettuato, tra l’altro, proprio durante la stagione di riproduzione dell’avifauna, con distruzione di nidi e pulcini in barba alle leggi vigenti.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAA nulla è valso l’intervento di una pattuglia dei carabinieri della locale stazione prontamente allertata dal Wwf: i carabinieri constatata la presenza del cantiere con operai, motoseghe, camion, cestello elevatore e quant’altro, senza che fosse affissa alcuna tabella, dopo aver provveduto ad identificare il presidente del Wwf penisola sorrentina, seguivano le indicazioni dei tagliatori di legname che, senza interrompere le operazioni in corso, chiedevano agli uomini dell’Arma di recarsi agli uffici preposti per recuperare le autorizzazioni richieste e non disponibili in cantiere.

“Quello che è accaduto è biasimabile e assurdo – dichiara il presidente del Wwf penisola sorrentina, Claudio d’Esposito – quegli alberi erano in salute, anche se reiteratamente deturpati da potature irrazionali che ci avevano fatto insospettire già da tempo. Ma il blitz messo a punto, con una regia ormai ben collaudata, non ha concesso nessun diritto di replica.

Speravamo in un blocco anche momentaneo del cantiere per consentire di accertare i fatti ma le cose hanno preso un’altra piega. Ero presente al momento dell’intervento delle forze dell’ordine che non hanno nemmeno ritenuto di dover entrare nella proprietà privata, né per fotografare il legno sano né per identificare gli operai ed accertare il rispetto delle norme antinfortunistiche. Uno dei due è stato osservato al lavoro senza casco protettivo sotto i pesanti tronchi che oscillavano alti sulla sua testa. La fitolacca in questione appariva sana al 100% ed in questo caso non c’era nessun pericolo temuto per la pubblica incolumità, visto anche che l’area di insidienza della pianta risultava interdetta al pubblico. Inoltre proprio per la posizione in cui vegetavano gli alberi sarebbe stato di fatto possibile prendere in considerazione tutta una serie di accorgimenti tecnici nella direzione della salvaguardia degli stessi (aiuti meccanici, sostegni, ecc).

Sarebbe insomma bastato un semplice adeguato approfondimento per non giungere ad affrettate conclusioni. Ma forse, ancora una volta a Sorrento, negli uffici dei piani alti, nessuno aveva intenzione di dimostrare la verità? A questo punto è lecito sospettare che dietro questo violento scempio urbano si nascondino ben altri progetti.

Il Wwf denuncia con fermezza l’ennesimo atto di arroganza avallato dall’ente comunale che, perseverando in una devastante e personale interpretazione della legge, fregandosene dei vincoli posti a tutela del bene comune e dei pareri richiesti degli enti sovraordinati preposti, da troppo tempo, in modo a nostro avviso illegale e censurando ogni contraddittorio e/o verifica, sta permettendo, in nome dell’ormai tanto abusato quanto inesistente “pericolo per la pubblica e privata incolumità”, un continuo e grave depauperamento del patrimonio arboreo e del paesaggio della città di Sorrento.

Il Wwf ha fatto accesso agli atti ed ha intenzione di andare fino in fondo alla vicenda, per individuare e perseguire con tenacia i responsabili di quella che appare una grave violazione paesistica”.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Cresce sempre di più nella gente la cultura e la sensibilità nei confronti dei grandi alberi, nella consapevolezza dell’enorme valore da essi rappresentato, ma di pari passo cresce la capacità politica di by-passare le leggi poste a tutela di tale patrimonio, e l’arroganza di tecnici e agronomi prezzolati che nelle perizie non esitano a decretare (spesso col “copia e incolla”) la condanna a morte di alberi (il più delle volte “scomodi” o “fastidiosi” piuttosto che realmente “pericolosi”) grazie a politici compiacenti o ignavi, ed all’assenza delle forze dell’ordine, troppo impegnate in altre mansioni più urgenti, o forse poco preparate ad intervenire nel momento che si azionano le motoseghe per arricchire venditori di legname e speculatori di sorta.
E intanto, a Sorrento, gli alberi realmente “malati” continuano a cadere sulle strade e nelle pubbliche aiuole. Questo accade quando non si applica la legge ma la si interpreta a proprio piacimento.