Abbattimento volontario per gli abusi de la Marecoccola

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SORRENTO. Era diventato un resort di lusso, fino a quando non intervenne la polizia e sequestrò le suite dove in quel momento alloggiavano anche dei turisti, sia italiani che stranieri. Il tutto risale al 2007, quando gli agenti del commissariato di Sorrento bloccarono l’attività dell’agriturismo Fattoria la Marecoccola, della zona collinare di Sant’Agata sui due Golfi, denunciando i proprietari della struttura ricettiva per l’edificazione abusiva di gran parte del complesso.

Da allora gli immobili sono rimasti sotto sequestro. Ma ora i titolari hanno deciso di effettuare una demolizione mirata degli abusi per favorire il recupero dell’area. Intervento che sarà realizzato anche grazie all’opera di persuasione attuata nell’ultimo periodo dal professor Pasquale Persico, responsabile del Piano socioeconomico del Parco dei Monti Lattari. che ha ribattezzato l’operazione “Sottrazione Addizionale”.

“Stanchi di aspettare sanatorie e miracoli dalle nuove leggi urbanistiche – spiega Persico -, non resta a chi vuole dare valore ai propri beni nell’area della Penisola sorrentina ed amalfitana che ricorrere all’art.14 della legge 241 e chiedere una responsabilizzazione culturale in termini di co-pianificazione. Il complesso Fattoria la Marecoccola di Sorrento, con un magnifico panorama sull’arcipelago de Li Galli, inizia così un processo di abbattimenti e di riuso sul principio della sottrazione addizionante”.

“Dopo aver presentato una regolare Scia – aggiunge Persico -, il giorno 13, tra molta incredulità tra gli ambientalisti e rappresentanti delle istituzioni, inizia la sottrazione con auto-abbattimenti mirati non solo orientati ad eliminare abusi ma a dare valore alla sottrazione di incoerenze culturali rispetto ai temi della fragilità del paesaggio sublime mediterraneo. Il riuso è un cambiamento di comportamento teso ad evitare storie come il Mostro del Fuenti o dell’Alimuri di Vico Equense, che hanno previsto procedure e negoziati infiniti. L’auto disciplina e la crescita culturale alla base del processo di sottrazione e restituzione”.

Il professor Pasquale Persico, dunque, come certosino errante ha convinto imprese ed operatori ad attivarsi in tal senso modificando la propensione ad aggiungere volumi in un territorio oramai soffocato da densità improprie causate dall’esplosione al turismo di consumo rispetto a quello esperenziale.