A Sorrento un convegno sull’apprendimento tramite tablet

bambini-internet

SORRENTO. Domani, martedì 22 maggio, alle ore 18 la Sala Consiliare del Palazzo Municipale di Sorrento ospita il convegno sul tema “L’esperienza visiva dei bambini attraverso il tablet insegna a guardare o a vedere? Le strategie didattiche e gli ausili visivi nella prospettiva dello sviluppo del bambino”.

Dopo i saluti istituzionali del sindaco, Giuseppe Cuomo e del vicesindaco delegato alla Cultura, Maria Teresa De Angelis, il neurofisiopatologo Antonio Parisi introdurrà gli argomenti al centro della discussione. A seguire previsti gli interventi della dirigente dell’istituto comprensivo “Sorrento”, Daniela Denaro, del coordinatore dirigenti tecnici Usr Campania, Amalia Ponticelli, della docente referente ufficio IV ordinamenti scolastici Usr Campania, Anna Morvillo, e della dirigente scolastica dell’istituto paritario “Santa Maria della Pietà”, Carmela Gargiulo.

In programma anche la Lectio Magistralis del professor Piero Crispiani dell’Università di Macerata sul tema oggetto del convegno.

“Ogni giorno – fanno sapere gli organizzatori – milioni di cervelli vanno a scuola. Ma il cervello degli studenti continua ad essere il punto cieco dell’istruzione. Conoscere meglio le sue leggi e i suoi limiti individuali permetterebbe agli insegnanti di capire perchè alcune condizioni di apprendimento sono efficaci, mentre altre non lo sono.

All’interno delle neuroscienze dello sviluppo cerca di farsi spazio la neuropedagogia. Con la crescita e, soprattutto, con lo sviluppo del Snc il bambino impara ad inibire la risposta dominante ed automatica allargando gli orizzonti del processo di apprendimento.

Le neuroscienze hanno chiarito che, il riciclaggio neuronale sommato all’inibizione rappresentano la legge di apprendimento del cervello. Gli insegnanti sono abbastanza informati su queste recenti scoperte? Di certo non vi è alcuna intenzione di imporre metodi ai docenti. L’idea – concludono i promotori dell’iniziativa – è semplicemente quella di fornire loro conoscenze nuove sulla biologia del cervello”.