A Pompei sequestrati 60 kg di datteri pescati in costiera sorrentina – foto –

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Prosegue senza sosta l’attività della Guardia Costiera di Castellammare di Stabia a difesa dell’ambiente e per evitare la pesca e il commercio illecito dei datteri di mare. Tra le ultime operazioni, spicca quella odierna, effettuata nel comune di Pompei, dove i militari della Capitaneria di Porto al comando del capitano di fregata Guglielmo Cassone, hanno rinvenuto all’interno di un deposito debitamente occultato, circa 60 kg. di datteri di mare custoditi in diversi sacchi retinati e già pronti per essere consegnati ai vari ristoranti ed alberghi presenti sul territorio.

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Un intervento, grazie alla cui tempestività si legge in un comunicato, veniva fermato un noto pregiudicato di Castellammare di Stabia V.G., già gravato da precedenti reati specifici nella materia ambientale. Il prodotto, di provenienza della penisola sorrentina, è stato immediatamente sequestrato, per essere poi distrutto, come disposto dall’Autorità giudiziaria, nella zona di competenza del reparto navale della Guardia Costiera di Castellammare di Stabia.

L’attività di pesca del dattero di mare è purtroppo ancora in auge lungo il litorale stabiese, proprio alimentata dalla richiesta di consumatori senza scrupolo. La pesca del dattero infatti è particolarmente distruttiva dell’habitat marino, in quanto sono necessarie attrezzature quali martelli pneumatici e pinze, il cui utilizzo danneggia la fauna e la flora marina che si forma dove il dattero trova il proprio alloggio naturale, al punto che bisogna attendere decenni affinché la stessa, una volta danneggiata, si possa ripristinare.

Per questo motivo – la Guardia Costiera – esorta i cittadini a non indugiare nel segnalare alla locale Capitaneria di porto, anche in forma anonima, sia i punti vendita sia i ristoranti che propongono la vendita di datteri di mare, nonché di sensibilizzare i consumatori sul danno ambientale che causa la pesca di detto edule, atteso che la richiesta sul mercato è giustificata da un semplice quanto deleterio “gusto per il proibito”, non avendo il dattero di mare caratteristiche nutrizionali e di sapore che lo differenziano in modo evidente dai frutti di mare consentiti.