A novembre il processo per lo stupro di gruppo alla turista a Meta

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META. La Procura della Repubblica di Torre Annunziata chiede il giudizio immediato per Fabio De Virgilio, Antonino Miniero, Gennaro Davide Gargiulo, Raffaele Regio e Francesco Ciro D’Antonio, i cinque ex dipendenti dell’hotel Alimuri di Meta, in carcere dal 14 maggio scorso poiché ritenuti i responsabili della violenza sessuale di gruppo, avvenuta nel 2016, ai danni di una turista inglese 50enne, ospite della struttura ricettiva, stordita con una droga e poi stuprata. Istanza già accolta dal Gip che ha fissato la prima udienza del processo per il prossimo 23 novembre.

Il pm titolare dell’inchiesta, Mariangela Magariello, grazie alla collaborazione della polizia di Sorrento e di quella britannica del Kent, ha ricostruito durante la notte tra il 6 ed il 7 ottobre di due anni fa i barman Miniero e De Virgilio avrebbero offerto alla turista un drink, nel quale sarebbe stata sciolta una sostanza a base di benzodiazepine, per poi abusarne sessualmente.

Dopo la violenza la donna sarebbe stata affidata a Gargiulo il quale l’avrebbe condotta in un locale dove si sarebbe consumato un altro stupro, che vedrebbe il coinvolgimento anche di Regio e D’Antonio, ripreso con i telefonini e le cui immagini sarebbero state diffuse attraverso una chat.

La ricostruzione si basa sulle dichiarazioni rese dalla vittima, comprese quelle rilasciate durante l’incidente probatorio del 9 luglio scorso, gli esami del dna e l’analisi delle conversazioni tra i presunti stupratori: da qui, secondo la Procura, emerge l’evidenza della prova che è requisito principe per chiedere il giudizio immediato.

La difesa, però, potrebbe chiedere al Gip, Emma Aufieri, un rito diverso. Il giudizio abbreviato, infatti, consentirebbe agli indagati, in caso di condanna, di beneficiare dello sconto di un terzo della pena, ma non è da escludere che si punti sul processo ordinario.

Nel frattempo, gli indagati restano in carcere pur nutrendo la speranza di essere finalmente liberati dopo quattro mesi trascorsi in cella a Poggioreale. Il mese prossimo infatti, sarà discusso il ricorso presentato dalla difesa contro il diniego dei magistrati agli arresti domiciliari. A novembre, invece, potrebbe essere la Cassazione a esprimersi sulla permanenza in cella o sulla scarcerazione.