A giudizio i tre rapitori della bimba della casa famiglia di Meta

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META. La sentenza potrebbe arrivare già entro la fine di settembre. Solo allora si conoscerà la sorte delle tre persone accusate di essere i rapitori una bambina di quattro anni ospite della casa famiglia di Meta. La Procura della Repubblica di Torre Annunziata, infatti, ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini a una 38enne romena e a una 45enne casertana, rispettivamente madre naturale e adottiva della piccola. Notifica consegnata anche a un 38enne romeno, attuale compagno della madre biologica della bambina. Il pm Sergio Raimondi, inoltre, ha chiesto il giudizio immediato per i tre, che da ora sono imputati, e il gip Antonio Fiorentino ha già fissato l’udienza per il 23 settembre.

Per la Procura di Torre Annunziata, dunque, la ricostruzione della vicenda appare chiara: il 7 aprile la 45enne e la coppia di 38enni sottraggono la bambina dalla casa famiglia, la caricano a bordo di un’automobile e si danno alla fuga lungo la Statale Sorrentina per poi essere bloccati dai carabinieri nella galleria di Privati.

Ora il pm punta ad evitare l’udienza preliminare e a fare in modo che i tre siano sottoposti a giudizio sulla base delle prove raccolte finora. D’altra parte, già nel corso della prima audizione in carcere davanti al magistrato, gli indagati ammisero di aver agito unicamente perché mossi dal desiderio di abbracciare la bambina e, perciò, averla istintivamente rapita dopo che i responsabili della casa famiglia negarono loro il permesso di vederla.

Intanto i difensori affilano le armi. L’avvocato Renato Iappelli, penalista di Santa Maria Capua Vetere che assiste la 45enne casertana, ha già depositato l’istanza per il rito abbreviato. Se fosse accolta dal gip, questa mossa consentirebbe alla donna di essere giudicata al termine dell’udienza preliminare beneficiando di uno sconto di pena in caso di condanna. Possibile che anche l’avvocato Camelia Marioara Mortura, che assiste la coppia di romeni, decida di seguire la stessa procedura.

Nel frattempo gli imputati restano agli arresti domiciliari. Dopo un breve periodo a Rimini, la 45enne è tornata nella sua abitazione in provincia di Caserta dove vive insieme con il marito e i tre figli. I romeni, invece, si trovano sempre nel loro appartamento di Baia Verde, nei pressi di Castel Volturno. Gli imputati sono agli arresti domiciliari dal 10 aprile. Le accuse ipotizzate dai magistrati nei loro confronti sono sequestro di minore e resistenza a pubblico ufficiale.